È una notte di ricordi e di nuove sfide a Milano, dove Zinedine Zidane in conferenza stampa torna a parlare della celebre testata a Marco Materazzi durante la finale Italia-Francia del Mondiale 2006. "Non sono fiero di quel gesto, ma non ho rimorsi", ha dichiarato il CT della nazionale francese, riporta ANSA.

Per Zidane, che da giocatore ha vissuto l'ultima grande sfida contro l'Italia proprio quella sera allo Stade de France, conclusa con l'espulsione e la vittoria azzurra ai rigori, il debutto sulla panchina della Francia arriva dopo due convincenti vittorie in trasferta contro Turchia e Belgio. Domani, 7390 giorni dopo quell'espulsione, il destino lo rimette di fronte agli Azzurri.

La sua carriera post-ritiro è stata lunga e articolata: da leggenda in campo con il Real Madrid a consigliere di Florentino Perez, passando per ruoli da ambasciatore per la candidatura del Mondiale 2022 in Qatar e per le Olimpiadi di Parigi 2024. Poi l'esperienza in panchina con il Castilla e infine, dal 2016 al 2021, la guida del Real Madrid in due mandati.

Il 28 luglio 2026 è arrivata la chiamata ufficiale alla guida dei Bleus. "Ho rifiutato diverse offerte in questi anni perché allenare la Francia era l'unico lavoro che desideravo", ha spiegato Zidane, consapevole dell'importanza simbolica del suo ruolo anche sul piano sociale: figlio di immigrati algerini, rappresenta un simbolo di integrazione per la Francia.

Ora Zidane sente di essere pronto a scrivere un nuovo capitolo della storia dei Bleus, dopo i successi di Platini, Mbappé, Just Fontaine e i trionfi del 1984 e del 1998. E anche senza il talento di Mbappé, fuori per infortunio, la Francia può contare su una nuova generazione di giocatori di talento come Olise, Doué e Manu Koné, oltre a Maignan, Diouf, Cherki e Dembélé.

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