Che Adams è stato uno dei grandi colpi del Torino nella sessione estiva di mercato. Arrivato dal Southampton, lo scozzese ha firmato un contratto fino al 2027 e ha iniziato alla grande la stagione, segnando due gol nelle prime tre presenze in campionato. Poi però è arrivato un infortunio che ha interrotto il suo momento positivo. Dopo la pausa per le nazionali è tornato a disposizione e contro l'Udinese ha giocato una grande partita, contribuendo in maniera decisiva al gol di Braganca che ha sbloccato il match e portato i granata in vantaggio.


Il Torino ora si aggrappa a lui, perché Vlasic e Simeone stanno facendo fatica a trovare la via della rete. Adams, pur non segnando, ha dato l'impressione di essere il collante perfetto tra centrocampo e attacco, unendo qualità e quantità, e risultando imprescindibile per il gioco di Ignazio Abate. Contro il Parma, nella partita in programma il 19 ottobre, sarà ancora lui a guidare l'attacco granata. Intervenuto ai microfoni di Torino Channel, Adams ha parlato del suo momento e degli obiettivi personali e di squadra.


Due gol nelle prime tre partite, poi l’infortunio che ha stoppato il suo percorso. Contro l’Udinese però è tornato in grande spolvero, risultando decisivo nell’azione del gol di Braganca. “Spero di continuare come stavo facendo a inizio stagione, prima della grande pausa delle nazionali, che però mi è servito per poter recuperare al meglio dall’infortunio e spero adesso che appunto sto molto meglio di poter tornare subito al gol”.


Adams è un attaccante completo, che può giocare sia da prima punta che da seconda punta. Ma qual è la posizione in cui si sente più a suo agio? “Io preferisco avere la palla tra i piedi per poter giocare di più con la squadra e creare occasioni, però penso che la cosa importante sia non entrare in campo pensando troppo a cosa fare, ma giocare anche liberi e inventare le cose naturali”.


Il Torino punta forte su di lui e spera di aver trovato l’attaccante capace di arrivare in doppia cifra. Ma Adams se lo è posto come obiettivo? “Sì, io lo spero. Chi gioca in attacco ha la doppia cifra come obiettivo”.

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