Il dirigente del Patrimonio e Demanio del Comune di Taranto, Stefano Semeraro, ha deciso l'assegnazione dei 7 punti ristoro dello stadio 'E. Iacovone' a seguito della procedura di evidenza pubblica per l'affidamento in concessione della gestione.
Quattro lotti (1, 2, 6, 7) sono stati affidati alla Fratelli Ladisa, mentre tre lotti (3, 4, 5) sono andati a una rete temporanea d'imprese formata da Ferdinando Scarano e Maracuja'. La Fratelli Ladisa gestirà i punti ristoro nella Tribuna ovest lato nord e lato sud, nella Curva sud e il livello 1 dell'Hospitality in Tribuna ovest. La rete temporanea d'imprese si occuperà invece dei punti ristoro nella Tribuna est lato nord e lato sud e nella Curva nord.
I canoni fissi offerti sono di 10.900 euro per la Fratelli Ladisa e di 33.333 euro per la rete temporanea d'imprese. L'assegnazione è valida fino al 10 gennaio 2027, con possibilità di proroga per un massimo di tre mesi.
Parallelamente, si sono riaccesi i toni dello scontro tra la SS Taranto e il Comune di Taranto. Sebastiano Ladisa, presidente del club, ha rilasciato dichiarazioni molto dure durante una conferenza stampa, riportate da Corriere di Taranto. "Ci stanno mettendo i bastoni tra le ruote", ha detto, riferendosi a lettere che ha definito percepite come intimidatorie e a ostacoli che, a suo dire, l'Amministrazione comunale starebbe ponendo all'attività della società.
Ladisa ha aggiunto: "Andremo avanti finché non ci faranno passare l’entusiasmo", sottolineando come tutte le attività del club siano finanziate con risorse proprie: "Stiamo pagando tutto di tasca nostra".
Il presidente ha inoltre accusato il Comune di non aver concesso spazi adeguati per la realizzazione di un centro sportivo e di voler mantenere il Taranto "in un recinto". "Abbiamo la sensazione che sia in atto una vera e propria politica di mobbing nei nostri confronti", ha dichiarato.
Infine, Ladisa ha annunciato che né lui né i componenti del cda assisteranno più alle gare casalinghe della squadra allo stadio: "Non andremo più allo Iacovone, perché non ci sentiamo a casa". Ha spiegato che la decisione è anche una reazione alla mancata presenza dell'Amministrazione durante la gara con il Novoli, interpretata come un segno di rispetto non ricevuto.