Confronto acceso sul possibile commissariamento della Figc, con posizioni differenti tra i vertici delle istituzioni sportive. Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha commentato all’Olimpico, dove era presente per Italia-Belgio, le dichiarazioni del presidente della Figc Giovanni Malagò che aveva parlato di un possibile tradimento da parte di chi, tra le componenti federali, avrebbe potuto non sostenerlo. «Sostegno delle componenti a Malagò? E chi è che non lo sostiene? Ma noi viviamo in un mondo sportivo che è basato sulle regole che non mi invento io. Mi avvalgo di autorevoli giuristi. Essere amici non vuol dire essere complici», ha detto Buonfiglio, sottolineando il rispetto delle norme sportive.

Malagò, arrivando allo stadio, aveva risposto alla domanda se si aspettasse il sostegno delle componenti federali: «Sinceramente sì, è una bella cosa per il mondo del calcio che mi sembra più compatto di sempre». Sul fronte governativo è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. Alla domanda se il commissariamento sarebbe un gravissimo errore secondo il mondo del calcio, ha risposto: «Ci sono delle regole sportive. Il ministro non commissaria nessuno, il commissariamento arriva dallo sport, non da altri. Il mondo del calcio dice che sarebbe un gravissimo errore? Dica anche che sarebbe un gravissimo errore non adempiere a delle regole che esistono». Alla domanda su chi dovrebbe fare il commissariamento, ha risposto: «Dovrà fare quello che le regole impongono». Abodi ha anche escluso di essere a conoscenza di ipotesi su Adriano Galliani come possibile commissario della Figc.

Il ministro ha poi risposto alle dichiarazioni di Malagò che aveva parlato di un attacco della politica, riferendosi alla politica sportiva: «Ma vi ha detto che si riferiva a me? La politica è grande, non è una sola persona». E ancora: «Non è una questione personale. Sbaglia chi la rende solo personale». Sulla vicenda del possibile approdo di Adriano Galliani come commissario Figc, 'prestato' da Forza Italia, è intervenuto anche il senatore Maurizio Gasparri: «Da noi non è arrivato niente».