Cristiano Ronaldo rompe il silenzio, chiede scusa ai tifosi e ai compagni di squadra, dice di voler tornare in Nazionale e di essere pronto a vincere con la squadra, ma accetta di subire eventuali sanzioni per il suo comportamento. Come riportato da Ansa, la dichiarazione arriva a una settimana dal terremoto che ha scosso il ritiro della Nazionale del Portogallo, quando CR7 ha lasciato il ritiro dopo aver appreso di non essere titolare nella partita di Nations League contro la Danimarca, nonostante il ct Jorge Jesus e il presidente della federcalcio lo avessero invitato a fermarsi.

"A tempo debito dirò ai portoghesi perché ho lasciato la nazionale, e quando lo farò capiranno", ha dichiarato Ronaldo, affidando il futuro del suo ritorno al presidente della Federcalcio portoghese, all'allenatore e ai compagni di squadra. "Ma la responsabilità di aver preso questa decisione è esclusivamente mia, e per questo motivo voglio scusarmi con i miei compagni di squadra, con lo staff tecnico e con tutti i tifosi: non avrei dovuto lasciare il ritiro".

Ronaldo ha aggiunto che le conseguenze delle sue azioni devono essere valutate dalla Federcalcio e che la punizione non deve essere attenuata per la sua importanza all'interno della squadra. Anzi, ha sottolineato: "Non sono un giocatore qualunque: sono il capitano della squadra, e questo costituisce un'aggravante".

Il capitolo più sorprendente riguarda un retroscena inedito: Ronaldo ha raccontato di essere stato vicino al ritiro dalla Nazionale dopo l'eliminazione ai Mondiali, al punto da aver scritto una lettera di addio ai tifosi. La federazione lo avrebbe convinto a rimanere, chiedendogli persino un parere sulla nomina di Jorge Jesus come ct, con l'idea che il suo consenso avrebbe rafforzato l'immagine del nuovo commissario tecnico. "Non l'ho mai voluto perché sapevo che sarebbe finita così", ha dichiarato Ronaldo.

Il fuoriclasse portoghese ha poi definito Jesus "traditore", sostenendo che il tecnico avrebbe dovuto presentare in conferenza stampa un documento in otto punti contenente i principi alla base della decisione di escludere Ronaldo dall'undici titolare. Secondo la sua versione, Jesus avrebbe letto il testo solo parzialmente, per poi "buttarlo via", lasciando spazio a "espressioni e un'aggressività che ritengo ingiustificate".

Il futuro di Ronaldo in Nazionale resta dunque sospeso tra la volontà di tornare e la necessità di chiarire una frattura che, per la prima volta in maniera pubblica, sembra aver incrinato il rapporto tra il capitano e la dirigenza della selezione portoghese. Dopo 234 partite in 23 anni, la figura di Ronaldo resta centrale, ma il suo destino dipenderà dalle decisioni che verranno prese nelle prossime settimane.

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