La Roma di Gian Piero Gasperini si prepara alla trasferta di Como con diverse assenze pesanti, ma anche con la solita ambizione di chi vuole restare in testa alla classifica. Alla vigilia della partita in programma domenica alle 12:30 allo stadio Sinigaglia, il tecnico giallorosso ha parlato in conferenza stampa affrontando i temi legati agli infortuni, al momento della squadra e alle prospettive della stagione.

Il primo pensiero è naturalmente per Mile Svilar. Il portiere della Roma ha rimediato una frattura da stress al quinto dito del piede e dovrà restare fermo per almeno un mese. Al suo posto toccherà a Pierluigi Gollini, chiamato a difendere la porta giallorossa in una delle fasi più delicate della stagione.

"Purtroppo ha avuto una frattura da stress al quinto dito del piede", ha spiegato Gasperini parlando di Svilar. "È un infortunio che richiederà almeno un mese di guarigione, ma queste cose vanno prese con cautela. È un problema che si è manifestato all'improvviso, non era stato avvertito prima. Gollini giocherà domani e ha tutta la mia fiducia".

Il tecnico ha poi fatto il punto sulla situazione della rosa, spiegando che la squadra partirà per Como con diciotto giocatori e che sedici di loro saranno impegnati tra titolari e cambi. "Andremo a Como in 18 e in 16 giocheranno", ha dichiarato Gasperini. "Abbiamo avuto qualche problema negli ultimi giorni, ma non voglio nascondermi dietro agli infortuni. Questa è la rosa che abbiamo, è stata costruita in questo modo e ora dobbiamo cercare di fare il meglio possibile".

Tra gli indisponibili ci sono anche Cristante e Koulierakis, mentre tornano a disposizione Pellegrini e De Roon. "Siamo un po' in emergenza", ha ammesso l'allenatore. "Abbiamo avuto qualche defezione, ma quello che conta è andare a Como con la testa giusta. È una partita delicata, contro una squadra che sta facendo molto bene, e servirà attenzione".

La Roma arriva infatti alla sfida contro il Como da imbattuta in campionato e con il primo posto in classifica a quota 13 punti, insieme a Inter e Lazio. Un avvio che ha confermato le ambizioni della squadra giallorossa, anche se Gasperini non vuole sentir parlare di pressione o di obbligo di vittoria.

"La pressione dell'ambiente romano non pesa", ha assicurato. "Anzi, è la gente, con questa passione enorme, che contagia me e contagia la squadra. Quando si vince c'è euforia, quando si perde c'è delusione, ma questo fa parte del gioco. Io sono felice di allenare la Roma proprio perché c'è questo ambiente. Se uno non sopporta la pressione deve fare un altro mestiere".

Il tecnico ha parlato anche del Como di Cesc Fabregas, una delle sorprese di questo inizio di stagione. "Il Como è una squadra che merita tutti gli elogi che riceve", ha detto Gasperini. "Sta facendo bene, ha una sua identità e lotterà per le primissime posizioni. Noi dovremo essere molto attenti, perché in questo momento ogni partita è delicata".

Un passaggio importante Gasperini lo ha dedicato anche alla proprietà della Roma e al progetto avviato dai nuovi investitori. "Questa proprietà è arrivata dicendo che voleva portare la Roma a vincere e a competere per i trofei", ha ricordato. "Io sono qui perché credo in questo progetto. Spero che siamo ancora a quelle parole e a quell'idea, a quella visione. Poi naturalmente c'è anche il campo, e sul campo dobbiamo dimostrare di meritare di stare in alto".

Dopo la trasferta di Como, la Roma sarà attesa mercoledì all'Olimpico dalla sfida di Champions League contro il Real Madrid, una delle partite più attese della stagione. Intanto, per domani sono attesi a Como circa un migliaio di tifosi giallorossi, pronti a seguire la squadra in una trasferta che rappresenta un altro esame importante per la Roma di Gasperini.

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