La Roma risponde presente. Con una formazione giovane, titolare per necessità, e la forza di un Olimpico strapieno, la squadra di Gasperini batte 2-0 il Genoa e porta a casa tre punti pesantissimi, dopo una settimana di grande apprensione per gli infortuni di Koné e Dybala.

Il tecnico giallorosso, alla vigilia, aveva già anticipato che sarebbe stato necessario far girare la squadra: tre partite in sette giorni, senza due titolari pesantissimi, non potevano essere affrontate con gli stessi uomini. E così la Roma si è presentata all’Olimpico con una formazione che, almeno sulla carta, poteva sembrare un azzardo. In campo dal primo minuto Castro, Soulé, Pisilli, Mora e Lulli, tutti chiamati a dimostrare di essere pronti per una partita pesante.

E la risposta è arrivata. La Roma ha gestito la gara, ha trovato il gol e ha saputo difenderlo con ordine, lasciando al Genoa poco spazio e pochissime vere occasioni per rientrare in partita.

Gasperini, nel post-partita, ha spiegato le proprie scelte senza troppi giri di parole. “Abbiamo un gruppo forte; con questo calendario non potremo giocare sempre con la stessa formazione. Oggi ho fatto giocare Castro perché Malen aveva bisogno di rifiatare, Soulé al posto di Dybala, Pisilli al posto di Koné, Mora sul lato sinistro del centrocampo offensivo e Lulli sulla destra. Ghilardi ha sostituito Mancini. Ho fiducia in questi ragazzi”.

Parole importanti, soprattutto se pronunciate dopo una partita vinta. Perché l’idea di lasciare fuori Malen, Dybala e Koné contemporaneamente poteva far tremare i polsi a molti. Gasperini, invece, ha scelto di fidarsi della profondità della rosa, consapevole che il campionato non si vince con undici uomini.

La menzione particolare arriva per Santiago Castro, 22 anni, l’argentino arrivato in giallorosso nella sessione estiva di calciomercato. “Castro? Non ha giocato nelle ultime due partite, ma ha già fatto molto bene nel nostro campionato, è un giocatore di qualità reale”. Parole che suonano come una promozione piena per un giocatore che, in una Roma già piena di talento offensivo, avrà bisogno di sfruttare ogni occasione per ritagliarsi spazio.

All’Olimpico, davanti a oltre 63mila spettatori, la Roma ha fatto quello che doveva fare: vincere. E lo ha fatto con i giovani, con la panchina e con la forza di un gruppo che, almeno per una sera, non ha fatto sentire il peso delle assenze di Koné e Dybala. Per Gasperini, e per la Roma, sono tre punti che valgono molto più della classifica.

Sintesi della partita:

Roma - Genoa 2-0

Gasperini si affida a una formazione giovane per necessità, viste le assenze di Koné e Dybala: Castro prende il posto di Malen, Soulé quello dell'argentino, Pisilli sostituisce Koné, Mora presidia il lato sinistro del centrocampo offensivo e Lulli la fascia destra. In difesa Ghilardi subentra a Mancini.

Il Genoa prova a sorprendere la Roma con un pressing alto nei primi minuti, ma i giallorossi prendono rapidamente le misure e iniziano a dominare il gioco. La partita si sblocca al 17': Ellertsson atterra Castro in area, l'arbitro inizialmente lascia correre ma viene richiamato dal VAR e assegna il calcio di rigore. Castro trasforma con freddezza, spiazzando il portiere.

Il Genoa cerca di reagire, ma la Roma gestisce il vantaggio senza grandi affanni e trova il raddoppio nella ripresa, chiudendo di fatto la partita. Il forcing finale dei rossoblù non produce risultati, grazie anche a una difesa giallorossa attenta e ben organizzata.

Davanti a oltre 63mila spettatori, la Roma conquista tre punti fondamentali e dimostra che la rosa è pronta a sopperire alle assenze dei titolari.

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