Secondo un articolo pubblicato su bbc.co.uk da Dale Johnson, il corrispondente per questioni calcistiche, la partita tra Arsenal e Liverpool ad Anfield ha visto una serie di episodi controversi legati alle decisioni arbitrali e all'interpretazione del VAR. Il match, terminato con la vittoria dell'Arsenal per 1-0 grazie a un gol di Jurrien Timber dopo un calcio d'angolo, ha lasciato spazio a numerose discussioni su cosa costituisca realmente un fallo e su come le decisioni vengano influenzate dal comportamento dei giocatori in campo.
Il caso più rilevante riguarda l'attaccante del Liverpool Alexander Isak, che, durante un'azione offensiva, è stato oggetto di un contatto da parte del difensore dell'Arsenal Jurrien Timber. Nonostante il contatto, Isak ha cercato di mantenere l'equilibrio e di proseguire l'azione, senza cadere a terra. L'arbitro Andy Madley non ha ritenuto che ci fosse un'infrazione e il VAR, gestito da Stuart Attwell, non è intervenuto per modificare la decisione.
Nel post-partita, l'allenatore del Liverpool Andoni Iraola ha espresso la sua frustrazione, sostenendo che i calciatori debbano cadere per ottenere l'intervento dell'arbitro. "The answer is you have to dive, if you don't dive they won't call it," ha dichiarato Iraola, evidenziando come, a suo avviso, il comportamento dei giocatori sia diventato un fattore determinante nelle decisioni arbitrali.
Un episodio simile ha coinvolto Alexis Mac Allister, anch'egli del Liverpool, il quale ha subito un contatto nell'area dell'Arsenal ma ha continuato l'azione senza cadere. Anche in questo caso non è stato assegnato alcun rigore. L'episodio ha suscitato reazioni tra gli ex calciatori e opinionisti: Jamie Carragher ha definito il contatto "embarrassing", mentre Danny Murphy ha affermato che "Arsenal got lucky", sostenendo che i Gunners siano stati fortunati a non subire un rigore contro.
La discussione si è poi ampliata al concetto di "holding", ovvero la trattenuta, e a come questa venga valutata dagli arbitri e dal VAR. Nel caso di Isak, è stato evidenziato che il giocatore non ha protestato per un fallo e che il contatto avvenuto non ha impedito il movimento del braccio dell'attaccante. Di conseguenza, il VAR non ha ritenuto necessario intervenire, in linea con le direttive secondo cui il contatto deve influenzare sensibilmente l'azione per essere considerato fallo.
Il confronto con altri episodi avvenuti nella stessa giornata di campionato mostra come le decisioni siano spesso soggette a interpretazione. In un'altra partita, un contatto tra Calvin Bassey del Fulham e Brian Brobbey ha portato all'assegnazione di un calcio di rigore dopo l'intervento del VAR, mentre in un episodio che ha coinvolto il portiere del Sunderland Robin Roefs, un contatto con il braccio di Noni Madueke non è stato sanzionato.
In quest'ultimo caso, il VAR, guidato da Tony Harrington, ha giudicato che il contatto non fosse sufficiente per configurare una trattenuta fallosa, anche se l'arbitro in campo, Craig Pawson, aveva inizialmente assegnato un rigore. L'episodio è stato utilizzato per evidenziare come, nonostante il concetto di "holding" sia centrale nelle decisioni arbitrali, la sua applicazione possa variare notevolmente da un caso all'altro.
Secondo le linee guida, per essere considerato fallo, il contatto deve comportare un effetto evidente sulla giocata, un principio noto come "coat hanger effect". Tuttavia, la discrezionalità resta ampia e ciò alimenta il dibattito sull'uniformità delle decisioni.
Il caso Isak ha quindi riaperto la discussione sul ruolo del VAR e sull'importanza della caduta dei giocatori nel determinare le decisioni arbitrali. L'episodio viene letto come un esempio di come le dinamiche del gioco e l'interpretazione delle regole possano portare a esiti differenti, anche in situazioni apparentemente simili, lasciando aperta la riflessione su quanto il comportamento dei calciatori incida sulle valutazioni degli arbitri e dei VAR.