Serata di tensione a Manchester dopo la partita tra Manchester United e Roma. Al termine dell’incontro si sono verificati scontri tra le forze dell’ordine e i tifosi giallorossi, con tre romanisti arrestati e uno di loro che ha accusato un malore, rendendo necessario l’intervento sanitario. Secondo quanto riferito dai tifosi della Roma, prima e durante la gara sarebbero stati bersaglio di provocazioni da parte dei sostenitori inglesi, inclusi lanci di monetine e cibo.
Sul caso è intervenuto l’avvocato Lorenzo Contucci, storico legale dei tifosi romanisti, che ha condiviso una testimonianza diretta di una donna presente allo stadio, descrivendo quanto accaduto durante uno degli arresti. Il racconto, pubblicato dallo stesso Contucci, offre una ricostruzione dettagliata della scena e delle condizioni del giovane nei minuti successivi al fermo. Secondo la testimone, mentre si trovava nel settore ospiti, avrebbe assistito a un ragazzo immobilizzato dagli steward all’interno del tunnel. La donna racconta di averlo visto “riverso a terra, circondato da quattro o cinque addetti alla sicurezza”, con i pantaloni abbassati, le mutande fuori, la testa girata di lato e la lingua fuori dalla bocca. Una scena che ha immediatamente attirato la sua attenzione per le condizioni in cui si trovava il giovane.
La donna riferisce di aver cercato di attirare l’attenzione degli steward urlando “Oi, oi! He’s not breathing”, chiedendo l’intervento di un medico. Racconta inoltre che, nel tentativo di farsi ascoltare, avrebbe ripetutamente sbattuto un bicchiere di plastica contro il vetro che separava il settore ospiti dal corridoio, senza ottenere risposta immediata. Secondo la sua ricostruzione, il giovane sarebbe stato bloccato, ammanettato con le mani dietro la schiena e tenuto a terra con una forte pressione esercitata sul torace e sulla testa, ricevendo anche calci. La testimone sostiene di averlo sentito dire “I don’t breathe” prima che smettesse di muoversi.
La donna parla di un “plotone di esecuzione” per descrivere la scena a cui afferma di aver assistito e paragona quanto accaduto a una scena di guerra, sottolineando che, nella sua impressione, gli steward presenti non si sarebbero resi immediatamente conto delle condizioni del ragazzo. Nel racconto si legge che un medico, tifoso romanista, non sarebbe stato inizialmente lasciato avvicinare. Solo successivamente sarebbero intervenuti i soccorsi e sarebbero iniziate le manovre di rianimazione.
Contucci ha spiegato che il giovane ha subito un’asfissia cerebrale, ma che le manovre di rianimazione hanno consentito il ripristino delle funzioni vitali. Successivamente è stato trasportato in ospedale, si è ripreso ed è tornato in Italia. L’avvocato ha deciso di rendere pubblica la testimonianza per chiedere che l’episodio venga ricostruito e portato all’attenzione dell’opinione pubblica.