La rabbia e l'orgoglio di Passaro: dopo la vittoria a Palermo, ora la finale nel Challenger in Portogallo. Il tennista umbro, sprofondato al numero 87 del mondo all'età di 25 anni, sta cercando di risalire la china, e per farlo ha dovuto tornare a giocare i Challenger, la sorta di Serie B del tennis. È una stagione travagliata, tra infortuni e la dolorosa perdita del padre, che lo ha costretto a fermarsi per mesi. Ora ha una nuova guida, Pescosolido, ex numero 40 del mondo e vincitore di 3 tornei ATP, che sembra avergli ridato serenità e fiducia.

Per tornare in forma, Passaro ha bisogno di giocare con continuità, come ha fatto ai Challenger di Palermo, dove ha vinto gli Internazionali di Sicilia il 13 ottobre 2026, battendo in finale il ceco Jonas Forejtek con il punteggio di 6-3, 6-7(2), 7-6(4). Il suo talento è indiscusso e vale benissimo tra i primi 50 del mondo, ma la classifica non gli permette di partecipare ai tornei più importanti. Per questo sta macinando punti nei Challenger, con risultati che lo hanno già fatto rientrare tra i primi 180 giocatori del mondo.

Il torneo di Maia, in Portogallo, ha un montepremi vicino ai 200.000 euro, e Passaro è arrivato alla nona vittoria consecutiva in un Challenger. Dopo un primo set perso 3-6, ha reagito con rabbia e orgoglio, dominando il secondo set per 6-1 e trascinando il match al terzo set. Ora lo aspetta la finale contro l'ungherese Piros, numero 107 del mondo, sulla carta favorito. Ma in una finale, ogni partita è una storia a sé.

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