La Nazionale italiana di calcio è pronta a scendere in campo per il debutto nella UEFA Nations League, affrontando il Belgio allo Stadio Olimpico di Roma. Roberto Mancini ritorna alla guida degli azzurri dopo tre anni, con l'obiettivo di riportare entusiasmo e risultati positivi al progetto nazionale. Lo riporta ANSA.

In conferenza stampa, Mancini ha espresso la sua determinazione, sottolineando l'importanza di giocare un buon calcio e intrattenere i tifosi per vincere. Ha ammesso che l'eliminazione dalla Coppa del Mondo fa ancora male, ma ha invitato tutti a guardare avanti e a concentrarsi sul futuro. Nonostante il poco tempo avuto a disposizione per preparare la partita, solo due giorni di allenamenti, Mancini si è detto fiducioso nella qualità della rosa e nell'entusiasmo dei giovani.

All'Olimpico è prevista una buona cornice di pubblico, con oltre 39.000 biglietti già venduti. La partita segnerà anche un traguardo importante per la Nazionale, che ha giocato finora 900 partite, con 481 vittorie, 242 pareggi e 176 sconfitte. L'ultima sfida contro il Belgio risale al 10 ottobre 2024, terminata 2-2.

Sul fronte del Belgio, il nuovo allenatore Mark van Bommel ha portato una ventata di freschezza e cambiamenti nella squadra, dopo essere subentrato a Rudi Garcia. Tra i convocati figurano diversi volti noti della Serie A, come De Winter, Moreira, De Bruyne, Theate e Mandela Keita, che portano esperienza e qualità al gruppo.

Mancini ha anche parlato dei giovani talenti italiani, invitando i tifosi ad avere pazienza e a non fischiare ai primi errori. "Hanno qualità. Sono giovani e faranno errori all'inizio. Dobbiamo aiutarli e credere in loro," ha dichiarato, sottolineando la necessità di costruire una squadra solida per il futuro.

Per quanto riguarda la formazione, Mancini ha confermato Donnarumma in porta e ha lasciato aperto il ballottaggio tra Kean e Maldini in attacco. La probabile linea-up dovrebbe essere: Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Coppola, Calafiori; Barella, Romano, Tonali; Cambiaghi, Pio Esposito, Kean.

Il tecnico azzurro ha anche espresso un pizzico di nostalgia per il passato, ricordando i successi ottenuti e l'entusiasmo che ha accompagnato la Nazionale durante il suo precedente mandato. Ora, però, il focus è tutto sul presente e sul futuro. "Tutti noi dobbiamo dimostrare qualcosa – allenatori e giocatori. Io sono tornato perché ho bisogno di dimostrare qualcosa a me stesso e agli altri. E perché abbiamo bisogno di ricostruire la squadra," ha concluso Mancini.

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