Un contratto da 15 milioni di euro rifiutato per non allenare il Napoli, una rosa considerata da Antonio Conte colma di calciatori logorati psicologicamente e una presidenza che ha scommesso sulla voglia di rivalsa del gruppo per dimostrare il contrario. La risposta, però, a distanza di tre mesi da quel 18 ottobre 2026, è eloquente: cinque sconfitte in nove partite, l’ultima per 1-0 contro un Venezia che non aveva mai vinto, non aveva mai pareggiato, non aveva mai segnato e aveva perso tutte le partite.

Allegri, arrivato al posto di Conte, ha cercato di valorizzare il materiale a disposizione, ma ha ricevuto poche risposte. L’attacco, ad esempio, continua a essere anemico: il tecnico ha provato a mettere nelle condizioni migliori giocatori come Petagna, ma i risultati non sono arrivati.

Le criticità, tuttavia, non riguardano solo il campo. Il presidente De Laurentiis non ha acquistato giocatori funzionali alle necessità della squadra, nonostante le rassicurazioni estive e le risorse disponibili. Emblematica la vicenda di Gabriel Jesus, attaccante ceduto dal Barcellona per 14 milioni, una cifra ampiamente alla portata del Napoli, che avrebbe potuto risolvere i problemi offensivi.

Conte, che aveva intuito le difficoltà, ha scelto di non legarsi a una squadra che riteneva logora e fragile psicologicamente. Le sconfitte, gli errori individuali e la gestione degli infortuni, come quello di Alisson, hanno confermato le sue valutazioni.

La critica si estende anche alla gestione del mercato da parte della presidenza e della direzione sportiva. Le scelte fatte non hanno portato i risultati sperati e la squadra si trova ora in una situazione difficile.

La figura di Conte emerge come quella di un professionista che ha saputo valutare correttamente il contesto prima di accettare un incarico. Il Napoli, invece, deve fare i conti con una rosa che non riesce a esprimere il suo potenziale e con una classifica che continua a peggiorare. Allegri dovrà affrontare questa situazione con gli uomini a disposizione fino al mercato di gennaio, mentre le critiche alla gestione della società continuano a crescere.

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