Domani si corre il campionato del mondo di ciclismo su strada in linea, si corre a Montreal in Canada, non ci sarà Pogacar caduto e ritirato alla Vuelta, che ha visto primeggiare lo spagnolo Juan Ayuso Mas. I favoriti sono tanti, in primis il belga Remco Evenepoel, dominatore della cronometro, e poi l’olandese Van Der Poel, il britannico Pidcock, il danese Pedersen, il belga Van Aert, il giovanissimo Seixas, il vincitore del Giro giovani e del Tour de l’Avenir Finn. I pronostici sono difficili, il circuito è molto selettivo simile a quello del 1974 che ha visto primeggiare il grande Eddy Merckx, ultima maglia iridata del cannibale. Due anni dopo sullo stesso percorso lo svedese Johansson ha vinto l’oro olimpico.
Per me il giorno del mondiale è sempre stato speciale, forse perché da ragazzo era l’unico giorno che potevo vedere le gare in diretta trasmesso in bianco e nero dalla Rai. La corsa che mi è rimasta più impressa è stata quella corsa in Olanda a Valkenburg. Un mondiale disegnato per i passisti veloci, dovevano essere gli ultimi trenta chilometri a decidere la corsa. Una corsa che si è infiammata subito, con la rivalità tra Moser e Saronni a dare ulteriore pepe. Sul penultimo giro si forma un gruppetto di cinque unità, con Thurau e Raas per l’Olanda, Moser per l’Italia e altri due corridori, ma sullo strappo del Cauberg il gruppo rientra. Subito dopo il tratto in pavé parte un’altra azione con Thurau, Raas, Moser, Battaglin e Zoetemelk, ma anche stavolta il gruppo rientra, il forcing di Zoetemelk fa il vuoto e solo Battaglin e Moser restano con lui. Ai tre chilometri parte Raas e guadagna subito venti metri, Moser capisce che sta partendo la fuga buona, parte a sua volta e guadagna quei venti metri decisivi. Battaglin rimane nel gruppo e copre la fuga, Zoetemelk non se la sente di tirare il gruppo, vedendo il compagno Raas in fuga. Ai due chilometri Battaglin forza l’andatura, riesce a staccare tutti e si riporta sui due fuggitivi.
La volata è a tre, Moser parte lungo e Battaglin parte ai cento metri. A ottanta metri dalla linea d’arrivo succede il fattaccio, Battaglin cade e Moser vince. Si è discusso molto sulla condotta di gara di Raas e Thurau, che sono stati squalificati. Thurau ha fatto il diavolo a quattro, insultando i giudici, e Raas a quanto si dice ha minacciato di far arrestare i giudici. Alla fine, dopo una lunga riunione, i due sono stati squalificati. Battaglin ha sempre detto che, senza la caduta, avrebbe vinto lui, e io sono dello stesso avviso. Per me è stata una delle gare più belle e combattute che abbia mai visto. Domani vedremo chi avrà la meglio, una corsa che si annuncia incertissima, con un circuito che premierà i corridori di altissima classe.