Brandon McNulty è il nuovo campione del mondo di ciclismo. Lo statunitense dell'UEA Team Emirates XRG ha vinto la prova in linea ai Mondiali di Montréal con un'azione solitaria a 30 chilometri dall'arrivo, arrivando al traguardo con 35 secondi di vantaggio sull'australiano Michael Matthews e sull'olandese Mathieu van der Poel, che hanno completato il podio.

È stata una gara molto movimentata e incerta, in cui tanti ciclisti diversi hanno dato l’impressione di poter vincere. McNulty ha deciso di attaccare a 30 chilometri dall’arrivo, quando il gruppo era ancora molto numeroso, riuscendo poi a guadagnare sempre più metri sugli inseguitori. Dietro di lui si è formato un gruppetto di avversari che non è riuscito a organizzarsi per andare a riprenderlo: il vantaggio è rimasto stabile intorno ai 35 secondi fino all’ultimo chilometro, quando per gli inseguitori non c’era ormai più niente da fare.

McNulty è il terzo statunitense a vincere la prova in linea ai Mondiali dopo Greg Lemond e Lance Armstrong. È un corridore di 28 anni che ha avuto una carriera finora perlopiù da gregario, pur avendo vinto il Giro di Polonia nel 2025 e ottenuto successi di tappa al Giro d’Italia nel 2023 e alla Vuelta a España nel 2024. La maglia iridata rimane quindi in casa UAE, dopo che Tadej Pogacar ha dovuto alzare bandiera bianca per la prova di quest'anno a causa dell'infortunio alla clavicola.

Il migliore degli italiani è stato Giulio Ciccone, arrivato nono. È rimasto nelle prime posizioni per buona parte della gara, ha provato a seguire gli attacchi decisivi negli ultimi chilometri ma non è riuscito a tenere il ritmo dei migliori. Il campione in carica Tadej Pogačar non ha partecipato alla corsa per infortunio.

La corsa, lunga oltre 273 chilometri e con un dislivello complessivo di 3800 metri, è stata resa molto difficile anche da una serie di cadute e incidenti tecnici che hanno coinvolto diversi favoriti. La fuga decisiva è nata intorno ai 30 chilometri dall’arrivo, con Primož Roglič, Quinn Simmons, Wout Van Aert, Isaac Del Toro, Paul Seixas e Tom Pidcock tra i protagonisti dei vari tentativi di attacco. McNulty è stato però l’unico a riuscire ad andare via da solo e a mantenere il vantaggio fino al traguardo.

McNulty ha coperto i 273,2 chilometri della corsa in 6 ore, 17 minuti e 4 secondi. Dietro di lui, Matthews e van der Poel si sono giocati la volata per il secondo posto, mentre il gruppo degli inseguitori è arrivato più staccato.

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