L’AC Milan ha chiuso l’esercizio 2025/26 con una perdita netta di 24 milioni di euro, interrompendo la striscia di tre stagioni consecutive in utile (2022/23, 2023/24 e 2024/25). Il dato è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione e rappresenta il primo segno negativo dal rilancio finanziario del club, nonostante ricavi complessivi pari a 464,6 milioni di euro.
Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, il risultato è influenzato in modo significativo dall’assenza dalle competizioni europee, che ha comportato una perdita di introiti stimabili tra i 70 e gli 80 milioni di euro. Il bilancio mostra tuttavia indicatori di crescita strutturale: i ricavi risultano in aumento del 56,1% rispetto all’esercizio 2021/22, quando si attestavano a 297,7 milioni di euro, e si mantengono sostanzialmente stabili (+1,7%) rispetto al 2023/24 e al di sopra del livello del 2024/25 (-6%).
Tra i principali driver di crescita figurano le sponsorizzazioni, che superano per la prima volta i 100 milioni di euro, e i ricavi da stadio, sostenuti da una media presenze superiore ai 72.000 spettatori a partita, la più alta del campionato. Il valore del marchio si attesta a 514 milioni di euro, con un incremento del 28% nell’ultimo anno.
Sul fronte finanziario, la Posizione Finanziaria Netta passa a 145,3 milioni di euro, in aumento rispetto ai circa 92 milioni dell’esercizio precedente, mentre il patrimonio netto si attesta a 176,4 milioni di euro. L’incremento dell’indebitamento riflette un maggiore utilizzo delle linee di credito a sostegno degli investimenti e dei progetti strategici.
Il club evidenzia inoltre il rafforzamento della governance, con l’ingresso di Massimo Calvelli come CEO durante l’esercizio. Sul piano strategico, resta centrale il progetto del nuovo stadio, con l’acquisizione del Meazza e delle aree circostanti in collaborazione con l’Inter.
Il presidente del CDA Paolo Scaroni ha sottolineato come “la solidità costruita negli ultimi anni consente infatti al club di accelerare la propria strategia di crescita, facendo leva sul modello owner-operator di RedBird, che combina investimenti di lungo periodo e competenze operative”.