La notizia del weekend calcistico è arrivata da Buenos Aires: nella notte italiana di venerdì 6 ottobre, Lionel Messi ha detto addio alla nazionale argentina. L’Albiceleste ha battuto il Benin 3-0 allo stadio Monumental di Buenos Aires, con la Pulce che ha firmato un gol, su rigore, e due assist, davanti a 85.000 tifosi che hanno celebrato il loro campione per l’ultima volta con la maglia dell’Argentina.

La serata è stata ricca di omaggi: al decimo minuto sono stati accesi fuochi d’artificio, in riferimento al numero indossato da Messi per quasi tutta la carriera, mentre a fine partita è andato in scena uno show con i droni. Dopo il triplice fischio, Messi ha preso la parola per il suo discorso d’addio.

La storia di Leo con la Selección è stata travagliata e per molti anni giudicata incompiuta, per poi diventare vittoriosa e gloriosa: due Copa América, nel 2021 e nel 2024, e soprattutto la Coppa del Mondo del 2022, insieme ad altre due finali dei Mondiali, nel 2014 e nel 2026, a 39 anni. I numeri sono impressionanti: 208 partite, 126 gol e oltre 60 assist.

Durante il discorso d’addio, Messi ha concluso con una frase che ha molto colpito i presenti: "La verità è che sto ancora parlando perché non me ne voglio andare di qui". Anche durante la partita e prima, sul bus che portava la squadra allo stadio, Messi è apparso visibilmente emozionato, in lacrime.

La Pulce ha lasciato il segno anche nell’ultima uscita: dopo un avvio di partita in sordina, ha servito un assist per Nicolás Otamendi e poi un altro, di tacco, per Nico Paz, uno dei tanti compagni per i quali Messi è stato un idolo da bambino. Nei giorni precedenti, sui social, sono circolati molti messaggi di ringraziamento da parte dei tifosi e dei compagni di squadra.

La scelta del Benin come avversario ha fatto discutere: è stata dettata principalmente da un interesse economico per la federazione argentina.

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