Matteo Franzoso, giovane promessa dello sci italiano, è morto il 15 settembre 2025 all'età di 25 anni in seguito a un incidente avvenuto durante gli allenamenti sulla pista La Parva in Cile. Lo riporta la Gazzetta dello Sport. Dopo lo schianto contro una barriera in legno non adeguatamente protetta, Franzoso è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Santiago del Cile, dove si è spento dopo nove giorni di agonia.
L'indagine della Procura federale ha evidenziato responsabilità plurime e condizioni di sicurezza mancanti, ma è stata successivamente archiviata per mancanza di riscontri penali. La sua morte, insieme a quella della diciannovenne Matilde Lorenzi, deceduta il 28 ottobre 2024 sul ghiacciaio della Val Senales, ha riacceso le polemiche sulla sicurezza nelle competizioni di sci.
La Federazione Italiana degli Sport Invernali (FISI) è al centro delle critiche per la gestione della sicurezza. A giugno 2026, la FISI ha introdotto un regolamento che richiede agli atleti di ispezionare i percorsi di allenamento e assumersi responsabilità per la sicurezza, una mossa vista da molti come un tentativo di scaricare le responsabilità sugli atleti stessi.
In vista delle elezioni federali del 10 ottobre 2026, la FISI ha rilasciato un comunicato che definisce le notizie riguardanti Franzoso come "indelicate, datate e irrispettose", sottolineando che la Federazione ha chiesto supplementi di indagine. Tuttavia, le dichiarazioni non sono riuscite a placare il dibattito.
La famiglia di Franzoso ha espresso sentimenti di abbandono da parte della Federazione e dell'ambiente sciistico. L'Assemblea FISI deciderà se il presidente Flavio Roda sarà rieletto, con sfidanti Roberto Bortoluzzi e Antonio Noris.
Fonti
- la Repubblica: Franzoso, le ombre sui tecnici: “Tracciato della pista pericoloso”
- Il Fatto Quotidiano: Morte Franzoso, è polemica per le nuove regole della Federazione sci
- Corriere della Sera: Morte di Franzoso, la giustizia sportiva archivia ma la sicurezza torna al centro. La Fisi: «Già chiesti supllementi di indagine, le notizie di adesso strumentali e irrispettose»