Secondo quanto riportato da Bloomberg, il Manchester City avrebbe cercato di raggiungere un accordo con la Premier League per evitare sanzioni pesanti, tra cui la retrocessione o la revoca dei titoli conquistati, nel procedimento relativo alle presunte violazioni economico-finanziarie.

Il club è infatti accusato di 115 violazioni finanziarie e si è appellato contro il parere preliminare emesso lo scorso mese, che ha riscontrato 114 violazioni relative a ricavi gonfiati e costi ridotti artificialmente per un periodo di quasi un decennio. La società ha dichiarato di essere innocente e di non aver commesso alcuna irregolarità.

Nel documento di ricorso, il Manchester City ha ribadito con fermezza la propria posizione: "La posizione ferma del club è che il parere contenga, sotto molteplici aspetti, evidenti errori sostanziali di diritto, di principio e di fatto e che non possa essere considerato affidabile. Il club è innocente rispetto alle accuse mosse dalla Premier League ed esiste un’ampia serie di prove inconfutabili a sostegno di tutte le proprie posizioni in relazione a questo caso". In ogni caso, la proposta di accordo è stata rifiutata dalla Premier League.



Il tentativo di intesa ha suscitato reazioni negative da parte di alcuni club rivali, tra cui Arsenal, Liverpool e Manchester United, che si sono opposti all'ipotesi di una soluzione che potesse attenuare le sanzioni. Nel frattempo, anche il primo ministro Andy Burnham è stato criticato per aver sostenuto che i proprietari del club non dovrebbero essere esclusi dalla gestione.

La vicenda ha implicazioni geopolitiche: gli Emirati Arabi Uniti hanno investito oltre 30 miliardi di sterline in settori strategici del Regno Unito, inclusi difesa, sicurezza, intelligence e commercio. Funzionari emiratini avrebbero avvertito il governo britannico che la severità della decisione della Premier League potrebbe influenzare i futuri investimenti nel Paese.

La decisione sul ricorso del Manchester City è attesa entro l'inizio di febbraio e potrebbe rappresentare un passaggio cruciale per il futuro del club e per le relazioni economiche tra Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti.

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