La WNBA ha perso una delle sue giocatrici più spettacolari. E Olivia Miles, 23 anni, soprannominata “the Spectacle”, ha perso la sua prima grande occasione. Le sue Minnesota Lynx, teste di serie numero 1, sono state eliminate ai playoff dalle New York Liberty, ottave, in una serie al meglio delle tre partite chiusa il 27 settembre 2026.
È un’eliminazione che fa rumore soprattutto perché Miles è stata nominata all’unanimità esordiente dell’anno in WNBA, e ha anche ricevuto voti per il titolo di MVP. Ha portato le Lynx al primo posto della Western Conference, sorprendendo tutti quelli che si aspettavano da lei soltanto una stagione di ambientamento.
La storia di Olivia Miles è iniziata con un infortunio che ha fermato la sua carriera universitaria, lasciando qualche dubbio sulla sua tenuta fisica. Dopo essere stata scelta dalle Lynx, ha trovato una squadra priva della sua giocatrice di punta, Napheesa Collier, e ha preso immediatamente il comando del gioco.
Non è stata una sorpresa soltanto per i tifosi: anche l’allenatrice delle Lynx ha raccontato che le veterane erano “rimaste a bocca aperta” davanti alle sue giocate.
In regular season Miles ha giocato 40 partite, con una media di oltre 19 punti, 6 assist e 4 rimbalzi, tirando con percentuali superiori a Caitlin Clark, una delle giocatrici più forti della WNBA. Il dato più impressionante riguarda il suo ruolo: Miles gioca da playmaker, una posizione che The Ringer ha definito “intellettualmente faticosa e complicata” perché richiede di prendere decisioni rapide e precise.
Nonostante questo, Miles è stata fin dall’inizio una giocatrice efficiente, autorevole e con una forte personalità. La sua caratteristica principale è la rapidità con cui legge il gioco: anticipa i movimenti delle avversarie e vede passaggi che le altre non immaginano nemmeno.
Olivia ha anche uno stile molto riconoscibile nei passaggi. Usa il movimento del corpo e degli occhi per ingannare le avversarie, facendo credere loro di voler passare in una direzione mentre lei ha già scelto un’altra soluzione. È una giocatrice difficile da capire per chi la difende.
Fuori dal campo, Miles è anche una trash-talker: provoca le avversarie e le sfida durante le partite, mostrando una sicurezza che ha conquistato i tifosi.