Secondo quanto riportato da Sky Sport, l’Assemblea degli azionisti della Juventus Football Club si è tenuta oggi 3 novembre 2026 presso l’Allianz Stadium di Milano. Durante l’assemblea, alla quale hanno partecipato diversi azionisti e tifosi, l’amministratore delegato e direttore generale Giovanni Carnevali ha risposto alle domande dei presenti, affrontando temi economici e sportivi legati al club.

Il bilancio è stato approvato con una perdita di 66 milioni di euro. È stato inoltre annunciato un aumento di capitale fino a 250 milioni di euro, necessario per rispettare i parametri finanziari imposti da UEFA e FIGC. Exor, la holding della famiglia Agnelli e maggior azionista del club con il 64,5% delle azioni, si è impegnata a sottoscrivere la propria quota.

Nel suo intervento, Carnevali ha dichiarato: «Oggi non dobbiamo parlare troppo, dobbiamo parlare coi fatti. Ci vuole un po' di tempo per rendere la Juve una grande società». Ha sottolineato l’importanza di investire nel settore giovanile e nella costruzione di una squadra competitiva nel lungo termine, affermando: «Per vincere ci vuole tempo e non chiacchiere. Spalletti è il nostro allenatore e lo sosteniamo».

Rispondendo a domande sul mercato, Carnevali ha spiegato che la società opererà in base alle esigenze della squadra: «Compreremo chi dovremo comprare, cercando di sbagliare il meno possibile». Ha anche parlato di Locatelli, infortunato e sostituito da Ekhator in Europa League, ricordando che gli infortuni fanno parte del calcio.

Durante l’assemblea, un azionista ha espresso preoccupazione per la situazione della squadra, paragonandola al film Il Giorno della Marmotta, dove i protagonisti sono condannati a rivivere le stesse situazioni. Carnevali ha precisato che il club sta lavorando per migliorare e che il percorso richiede tempo.

Infine, è stata affrontata anche la questione della politica sportiva nazionale. Carnevali ha ricordato che si avvicinano le elezioni del presidente della Federcalcio e che tra i candidati di spicco ci sono Galliani e Malagò.

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