Durante l'inno israeliano, i calciatori irlandesi hanno chinato il capo. Poi, né loro né il ct Stephen Kenny hanno stretto la mano ai giocatori avversari e al ct israeliano Ben Simon, prima o dopo la partita. Infine, sono scesi in campo con una fascia nera al braccio: un gesto simbolico che David Courell, amministratore delegato della federcalcio irlandese, ha spiegato come "un segno di riconoscimento per tutte le vite perse nel conflitto di Gaza".
La partita, giocata a Debrecen, in Ungheria, aveva rischiato di non disputarsi. Dopo una lunga discussione interna, la squadra aveva deciso di scendere in campo con una votazione nello spogliatoio. Il portiere Gavin Bazunu aveva invece scelto di non partecipare alle partite contro Israele.
Sul campo, l'Irlanda ha vinto 3-0 con reti di Parrott, Idah e Moylan. Dopo il terzo gol, Moylan si è tolto la fascia nera e l'ha baciata.
Le partite della nazionale israeliana sono state più volte contestate negli ultimi anni, soprattutto dopo l'invasione e i bombardamenti di Gaza iniziati il 7 ottobre 2023. In Irlanda, dove il sostegno alla Palestina è forte e trasversale, la federazione ha deciso di giocare per evitare sanzioni dalla UEFA, pur lasciando spazio alla scelta dei singoli giocatori.
Prima dell'inizio della partita, i due capitani, Dara O'Shea e Manor Solomon, si sono ignorati. La prossima partita tra le due nazionali è prevista per il 4 ottobre in Serbia.
Fonti
- La Gazzetta dello Sport: Capo chino all'inno, niente strette di mano, lutto al braccio: Israele-Irlanda nel segno della protesta
- Il Post: I calciatori dell’Irlanda con la fascia nera al braccio in segno di protesta contro Israele
- la Repubblica: Irlanda, i giocatori a testa bassa durante l’inno di Israele, poi non danno la mano agli avversari