Giuseppe Riso, agente di Carlos Augusto, ha recentemente espresso il suo malcontento riguardo alla situazione del suo assistito all’Inter durante un’intervista nel podcast “Colpi da Maestro” condotto da Marco Nosotti. Nell’episodio, Riso ha stilato una classifica dei suoi dieci giocatori preferiti, posizionando Carlos Augusto all’ultimo posto. Questo non per una questione di merito, ma per le difficoltà che il difensore brasiliano sta affrontando all’interno del club nerazzurro. “Lo metto al decimo posto perché sono inc****** con l’Inter. Ma loro lo sanno già.” ha dichiarato l’agente, come riportato da Sportmediaset
Secondo quanto riportato da Eurosport.it, Riso ha individuato due problemi principali: il rinnovo del contratto e lo scarso minutaggio concesso al giocatore. Per quanto riguarda il rinnovo, in scadenza a giugno 2028, l’Inter avrebbe offerto un aumento dell’ingaggio da 2,2 a 3 milioni di euro. Tuttavia, Riso e Carlos Augusto ritengono che il giocatore meriti uno stipendio di 4 milioni annui, considerando il suo rendimento e la sua esperienza. Sul fronte del minutaggio, il brasiliano ha giocato solo 4 delle 6 partite ufficiali della stagione fino ad ora, una situazione che secondo l’agente non rende giustizia al suo valore.
Durante lo stesso episodio del podcast, Riso ha anche parlato del suo rapporto con Davide Frattesi e della sua esperienza con l’Inter. Come sottolineato da Virgilio Sport, l’agente ha rivelato di aver cercato ripetutamente di convincere Frattesi a lasciare il club milanese, descrivendo il centrocampista come triste e spento durante il periodo trascorso in nerazzurro. Nonostante i tentativi dell’agente, Frattesi ha sempre scelto di restare fedele all’Inter, fino alla decisione di trasferirsi alla Lazio per avere maggiori responsabilità. L’ex Sassuolo, nel corso dell’intervista, ha spiegato di aver lasciato i nerazzurri non per mancanza di affetto verso il club, ma per il desiderio di assumersi un ruolo più centrale, dichiarando: “Amavo con tutto il mio cuore l’Inter… sono andato via perché desideravo prendermi delle responsabilità che lì non avevo”.