Gennaro Gattuso, ex calciatore e attuale allenatore della Lazio, ha raccontato al Festival dello Sport di Trento la sua battaglia contro la miastenia oculare, una malattia autoimmune che lo accompagna da quando aveva 34 anni. "Da 15 anni faccio uso di cortisone, altrimenti mi viene la diplopia, che mi impedisce di vedere in maniera corretta. Sono malattie autoimmuni, non è una passeggiata, sono cose serie. Ai miei tempi non c'erano farmaci, ora sono migliorate le terapie, ma sono cose gravi", ha spiegato Gattuso al Festival dello Sport di Trento, come riportato da Rai News. La miastenia oculare è una malattia che può causare sintomi invalidanti e che richiede una terapia farmacologica costante. Il dottor Gianpaolo Gatta, responsabile UO di oculistica dell’Istituto Clinico Città di Brescia del Gruppo San Donato, ha spiegato la gravità della malattia.
L'accoglienza è calorosa al Teatro Sociale di Trento per Gennaro Gattuso, che al Festival dello Sport dialoga con il giornalista Luigi Garlando. Il talk è intitolato, non a caso, "Non mollare mai". Al tecnico calabrese però non piace chi non dà tutto, o meglio, chi pur avendo qualità si accontenta: "Non sopporto quelli che hanno talento e non fanno nulla per migliorarsi. Non sono un grande amante del talento, non mi fa impazzire, anche se nel calcio è necessario. Mi piacciono quelli che non hanno i piedi buoni e cercano di migliorarsi. L'Italia? È una ferita che rimarrà per il resto della vita. Sono sincero, non credevo che fosse così difficile. Ho dovuto rivedere molto. La Bosnia? Non ho dormito, mi sono addormentato alle prime luci dell'alba. Ho fatto fatica i primi mesi ad addormentarmi, ho dovuto rivedere tante cose. Ma sono orgoglioso di fare questo lavoro, mi è servito tanto a livello lavorativo. La mia squadra? Mi manca uno stadio pieno, quello senza i tifosi non è calcio. Non ho mai avuto una partita con i tifosi dalla mia parte". In sala, dopo i videomessaggi di Gian Piero Gasperini e Fabio Capello, arriva un'altra standing ovation per il c.t. azzurro.