Adriano Galliani, 82 anni, è tornato al centro della scena del calcio italiano, questa volta come possibile candidato alla presidenza della FIGC. La sua candidatura, inizialmente solo suggestiva, sta prendendo forma concreta, grazie al sostegno della Lega di Serie A e delle componenti del calcio italiano.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la Lega di Serie A, che inizialmente aveva appoggiato il commissariamento di Giovanni Malagò, starebbe ora valutando di spostare il proprio sostegno su Galliani. Il presidente della Lega, Lorenzo Casini, ha dichiarato che Galliani è disponibile, seppur con riserva, e che le componenti del calcio italiano stanno cercando un candidato comune che possa rappresentare tutti.

Galliani ha confermato la sua disponibilità, pur riservandosi di valutare ulteriormente la situazione. La sua candidatura rappresenterebbe una possibile soluzione per unire le diverse anime del calcio italiano, dopo anni di divisioni e commissariamenti.

La Lega Pro e la Serie B potrebbero sostenere il candidato che verrà scelto dalla Serie A, mentre i dilettanti, che rappresentano il 34% del peso elettorale, rimangono un'incognita.

Galliani ha una lunga carriera nel calcio, nell'imprenditoria e nella politica. È stato uno stretto collaboratore di Silvio Berlusconi, conquistando 29 titoli in 31 anni al Milan. Ha anche ricoperto il ruolo di presidente della Lega di Serie A dal 2002 al 2006.

In passato, Galliani ha rifiutato una posizione nella nuova proprietà del Monza, esprimendo una questione sentimentale nei confronti del club. Ora, la sua attenzione sembra essere rivolta alla guida della FIGC.

Malagò, attuale commissario straordinario della FIGC, è stato eletto con il 68,58% delle preferenze. Il suo mandato durerà fino al 14 dicembre 2026, data delle nuove elezioni, con presentazione delle candidature entro il 4 novembre. Malagò ha dichiarato che i presidenti sono dalla sua parte e che il suo obiettivo è unire tutte le componenti del calcio.

Galliani viene visto come un candidato di esperienza, capace di unire le varie componenti del calcio italiano. La Lega di Serie A, la Lega Pro e la Serie B potrebbero convergere su di lui. Malagò, invece, ha gestito la FIGC per quasi un anno, ma ha ricevuto critiche per la sua gestione e il suo coinvolgimento nelle decisioni.

Fonti