La situazione in casa Ferrari è esplosa in tutta la sua gravità dopo il GP del Messico. La domenica sembrava poter essere quella del riscatto, con la prima pole position dell’anno e una macchina finalmente competitiva, ma il sogno si è trasformato nell’ennesimo incubo di una stagione da dimenticare.

Come raccontato da Daniele Sparisci sul Corriere della Sera, la tensione tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc è ormai alle stelle. L’episodio che ha fatto saltare il banco è stato il contatto tra i due, che ha compromesso la gara di entrambi e, soprattutto, ha cancellato una concreta possibilità di vittoria per la Ferrari. Il team aveva la macchina migliore in pista, ma è riuscito a uscire dal weekend con zero punti e con uno spogliatoio completamente spaccato.

Hamilton non ha usato mezzi termini. Come riportato dal Corriere della Sera, il sette volte campione del mondo ha parlato apertamente di una situazione diventata ormai insostenibile: "È dura accettare che il tuo compagno lavori per farti perdere. Avevamo la macchina per una doppietta, ogni azione ha conseguenze sulla squadra, bisognerebbe capirlo".

Il britannico ha poi ribadito il concetto nelle dichiarazioni riprese da Flavio Vanetti e Oscar Maresca, sempre sul Corriere della Sera: "La battaglia in pista è necessaria, ma quando finisce per danneggiare la squadra dobbiamo essere onesti nel riconoscerlo e imparare da quanto accaduto. Dobbiamo sfruttare ogni opportunità che ci si presenta e, per questo, la frustrazione è enorme".

Parole che sono una chiara accusa alla gestione del team da parte di Frédéric Vasseur. Il team principal della Ferrari appare sempre più in difficoltà nel tenere insieme i suoi due campioni. La scelta di lasciare che si sfidassero liberamente è diventata un boomerang: invece di stimolare una competizione sana, ha prodotto una rivalità distruttiva che sta affondando una squadra già fragile.

Il progetto del cosiddetto «Dream Team», nato nel 2025 con l’arrivo di Hamilton, sembra oggi una scommessa persa. La Ferrari avrebbe dovuto costruire una coppia capace di dominare il campionato; invece, ha creato una polveriera. La macchina di quest’anno è inferiore a Red Bull e Mercedes, ma quando finalmente ha avuto il passo per vincere, sono stati gli uomini a tradirla.

La storia, peraltro, si ripete. La Gazzetta dello Sport ricorda come già nel 2019 Leclerc e Sebastian Vettel finirono fuori gara dopo un contatto in Brasile. All’epoca Mattia Binotto impiegò settimane per riportare ordine all’interno del team. Oggi, però, il contesto è ancora più delicato: la Ferrari arriva da due anni senza vittorie e da una crisi tecnica e politica che ha lasciato il segno.

Vasseur ha provato a minimizzare, ma i fatti parlano chiaro. Dopo Singapore, Austin e Messico, la Ferrari ha buttato via almeno tre occasioni importanti. In Messico, in particolare, la prima fila e il miglior passo gara erano una concreta opportunità per tornare sul gradino più alto del podio.

Invece è arrivata la resa dei conti. Hamilton ha chiesto regole più chiare per evitare che i piloti finiscano ancora una volta contro la squadra. Leclerc, dal canto suo, ha sottolineato come entrambi abbiano perso una grande occasione. Ma il problema è più profondo: non si tratta di un singolo episodio, bensì di un clima ormai deteriorato.

La Ferrari si ritrova così con una macchina finalmente competitiva e una squadra che non riesce a gestirla. Il prossimo appuntamento in Brasile diventa cruciale non solo per il risultato, ma soprattutto per il morale di un gruppo che deve ritrovare serenità. La stagione 2026 rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione sprecata e, ancora una volta, non sarà colpa del Cavallino Rampante, ma di chi lo guida.

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