La Ferrari si ritrova nel pieno di una tempesta interna dopo il Gran Premio del Messico. I fatti, riportati da Sky Sport, sono chiari: Charles Leclerc e Lewis Hamilton si sono toccati in gara, rovinando una doppietta che sembrava alla portata della squadra. Nel debriefing del dopo gara, raccontano fonti presenti nel paddock, i due piloti non si sarebbero nemmeno rivolti la parola.

Hamilton non ha nascosto la sua frustrazione: "È dura accettare che il tuo compagno lavori per farti perdere. Avevamo la macchina per una doppietta, ogni azione ha conseguenze sulla squadra, bisognerebbe capirlo". Leclerc e Hamilton non si sopportano, e il contatto di Città del Messico ha fatto esplodere una tensione che covava da tempo.

Il problema è che la Ferrari non vince un titolo mondiale dal 2007, e le faide interne non aiutano. Hamilton lo ha detto chiaramente: "Se la questione non verrà affrontata in maniera seria continuerà a succedere, dobbiamo trovare una soluzione". Il team principal Vasseur ha ripreso entrambi pubblicamente, ma resta da capire se basterà.

Non è la prima volta che la Ferrari si trova in questa situazione: già nel 2019, con Leclerc e Vettel, i piloti finirono ai ferri corti e la squadra non riuscì a imporre una gerarchia chiara. Oggi, con due campioni che lottano per il titolo, servono regole precise.

La SF-26 è una macchina competitiva, ma in questa stagione la Ferrari ha buttato via occasioni a Singapore, Austin e ora in Messico. La squadra deve chiudere la stagione dimostrando di saper gestire due piloti forti. Se non lo farà, le polemiche continueranno e il titolo rischia di restare un miraggio.

La Ferrari ha scelto di avere due prime guide, ma ora deve dimostrare di saperle gestire. Altrimenti, le rivalità interne rischiano di diventare il vero avversario della squadra.

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