La Ferrari si avvia verso la sosta invernale del mondiale di Formula 1 con un clima tutt'altro che sereno. Il Gran Premio del Messico, disputato il 3 novembre 2026 in Città del Messico, ha evidenziato una profonda spaccatura interna alla scuderia del Cavallino Rampante. Il cosiddetto "Dream Team", composto da Lewis Hamilton e Charles Leclerc, sembra ormai trasformato in un incubo per il team principal Frederic Vasseur, incapace di imporre una linea chiara e di gestire due piloti di grande caratura ma che si sopportano sempre meno.

La gara è stata vinta da Max Verstappen su Red Bull, mentre Hamilton e Leclerc, che avevano dominato la prima parte della corsa, hanno chiuso rispettivamente al secondo e al quarto posto. La superiorità delle vetture di Maranello è stata vanificata da una serie di episodi che hanno penalizzato entrambi i piloti.

Il primo episodio chiave è avvenuto nelle prime fasi della gara. Hamilton e Leclerc erano insieme, con l'inglese davanti. Il pilota monegasco ha cercato di attaccare il compagno di squadra in un punto difficile della pista, finendo però per toccarlo leggermente e tagliare una curva. Per questo episodio Leclerc ha ricevuto una penalità di cinque secondi.

Un altro momento decisivo si è verificato durante il primo e unico pit stop. La Ferrari ha richiamato per primo Hamilton, che si trovava in testa, ma l'inglese ha perso diverse posizioni per il traffico in uscita dalla corsia box. Successivamente, dopo una ripartenza, Hamilton è stato costretto a cedere nuovamente la posizione a Leclerc, che aveva dovuto restituire il vantaggio per il taglio di curva.

Al termine della gara, Hamilton ha espresso tutta la propria frustrazione ai microfoni di Sky Sport, parlando apertamente di problemi interni alla squadra. "Abbiamo dei grossi problemi. Quando eravamo in Mercedes c’erano delle regole di ingaggio chiare, oggi abbiamo perso la gara per questo motivo. Gli steward hanno deciso di farlo vincere. Io oggi ho guidato bene, ma non è bastato. È un problema, perché abbiamo un team potenzialmente fortissimo ma non riusciamo a esprimerci. Questa è una mancanza di rispetto verso tutte le persone che lavorano in fabbrica", ha dichiarato il sette volte campione del mondo.

Hamilton ha poi rincarato la dose, accusando indirettamente Leclerc di non giocare per la squadra e chiedendo un intervento deciso per stabilire regole di ingaggio chiare. "È dura accettare che il tuo compagno lavori per farti perdere. Non parlo di danneggiarmi direttamente, ma ogni azione ha conseguenze sulla squadra. Mi sembra una situazione già vista, non è la prima volta che succede", ha aggiunto l'inglese, facendo riferimento anche ai precedenti screzi tra il monegasco e altri piloti, tra cui Verstappen e Sainz.

Leclerc, invece, ha fornito la propria versione dei fatti, ammettendo la correttezza della penalità ricevuta ma difendendo il proprio operato. "La penalità era chiaramente meritata. Durante la gara ho chiesto alla squadra cosa fare e abbiamo ritenuto che l’episodio non fosse abbastanza chiaro da farmi diventare terzo. È stata una gara complicata", ha spiegato il pilota monegasco.

Sul contatto con Hamilton, Leclerc ha mostrato un atteggiamento più conciliante: "Parlerò con Lewis di quanto è accaduto in partenza, penso che ci sia molto da discutere. Sono contento per la squadra, perché i punti sono arrivati. Dobbiamo sederci attorno a un tavolo e parlare, perché non può essere il team a decidere tutto".

Alle spalle di una Ferrari che ha dominato l'inizio della gara ma si è poi persa tra errori, penalità e strategie discutibili, la Red Bull ha approfittato della situazione, con Max Verstappen che ha conquistato la vittoria e Sergio Perez al terzo posto.

La situazione in casa Ferrari diventa quindi sempre più difficile da gestire. La scuderia di Maranello si trova alle prese con un problema non nuovo nella propria storia: la convivenza tra due prime guide di grande talento, ma incapaci di collaborare per il bene comune. La sensazione è che il vero avversario della Ferrari, più che le altre squadre, sia oggi la sua stessa gestione interna.

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