Il Mondiale di Formula 1 2026 si concluderà regolarmente in Qatar e ad Abu Dhabi. Lo ha confermato il CEO della Formula 1 Stefano Domenicali, spegnendo le ipotesi di un possibile inserimento di Imola come gara di chiusura della stagione.

“Con le informazioni che abbiamo e con le assicurazioni che dobbiamo assolutamente avere, correremo a Lusail e a Yas Marina”, ha dichiarato Domenicali a margine del Gran Premio del Messico, come riportato da La Gazzetta dello Sport. “Non c’è alcun motivo per cui il Gran Premio di Imola debba essere considerato l’epilogo del campionato”.

Domenicali ha precisato che la decisione è stata presa in base alle informazioni disponibili e alle garanzie richieste dagli organizzatori, nonostante l’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente.

“Siamo vigili e attenti, perché la situazione è complessa”, ha aggiunto il CEO della Formula 1. “Ma la nostra posizione è ben chiara e condivisa con tutte le parti coinvolte”.

Confermata dunque la tappa di Lusail, in Qatar, il 3 ottobre, seguita dalla tradizionale chiusura di Yas Marina, ad Abu Dhabi, una settimana più tardi.

La vicenda ha però alimentato un acceso dibattito nel paddock dopo le dichiarazioni di Valtteri Bottas, che aveva sollevato il tema delle tasse in Italia sostenendo che i piloti avrebbero preferito evitare una conclusione del campionato nel Paese.

“Non so se avete sentito parlare delle tasse italiane”, aveva dichiarato il finlandese a Sky Sport. “Nessun pilota vuole correre in Italia a causa dei recenti eventi. Ad Abu Dhabi, invece, non ci sono tasse”.

Le parole di Bottas hanno suscitato polemiche, spingendo il pilota dell’Alfa Romeo a chiarire il senso delle sue dichiarazioni: “Non abbiamo problemi a pagare le tasse”, ha precisato. “Volevo solo sottolineare che in Italia, dopo diversi anni, ci stanno chiedendo di produrre documenti e prove relativi agli anni passati. È una situazione complessa e scomoda”.

Secondo Il Messaggero, la Guardia di Finanza avrebbe inviato comunicazioni a diversi piloti, tra cui Bottas e Max Verstappen, chiedendo documentazione relativa alla loro residenza fiscale e ai redditi percepiti in Italia negli anni passati.

Lo stesso Verstappen aveva espresso reticenze anche sul calendario per motivi di sicurezza, proponendo un eventuale spostamento delle ultime gare in Europa. “Di solito mi piace andare in quei Paesi”, aveva spiegato il campione del mondo. “Ma se sai che la guerra è molto vicina e che c’è una situazione di conflitto, allora penso che non ci si dovrebbe andare e basta”.

Alla fine, però, la Formula 1 ha tirato dritto: niente Imola, si chiude in Qatar e ad Abu Dhabi.

Fonti