"La Davis con l’Italia è un sogno. Se Volandri mi chiamerà, risponderò presente". Luciano Darderi lancia un messaggio al capitano della Nazionale Italiana di Tennis in vista della Final 8 di Coppa Davis, in programma a Bologna dal 24 al 29 novembre 2026. Intervistato ad Almaty, in Kazakistan, dove è impegnato come testa di serie n.2 del torneo ATP, l'italo-argentino ha dichiarato: "Quest’anno per fortuna sto molto meglio, sono al 100% fisicamente. Se il capitano Volandri mi chiamerà, risponderò presente". Un'assenza pesante come quella di Jannik Sinner apre le porte a nuove soluzioni, e l'azzurro si candida con decisione per un posto nella squadra. "La Davis con l’Italia è un sogno", ha ribadito Darderi, sottolineando l'importanza di poter difendere i colori azzurri nella competizione a squadre più prestigiosa del tennis.

Un 2026 di crescita e continuità

Darderi, attualmente numero 23 del mondo, è reduce da un 2026 che lo ha visto salire fino al 16° posto della classifica ATP a maggio, il suo best ranking, e raggiungere gli ottavi di finale agli Australian Open e agli Us Open, cedendo solo a Sinner e Zverev. Un percorso che testimonia una crescita importante anche sul cemento, superficie sulla quale il tennista si sente ormai competitivo tanto quanto sulla terra battuta, suo terreno naturale.

Tra sogni e obiettivi: top 10 e Finals

Guardando al futuro, Darderi non nasconde le proprie ambizioni: "Il prossimo step che mi piacerebbe raggiungere è la top 10". Un obiettivo concreto per il giocatore nato a Buenos Aires, ma cresciuto calcisticamente con il mito di Francesco Totti e romanista dichiarato. Più in generale, il sogno rimane accedere alle ATP Finals e vincere un Masters 1000. L'azzurro ha anche sottolineato l'importanza della compagna nella sua vita, definendola fondamentale per il suo equilibrio fuori dal campo: "Da quando sto con lei le cose vanno bene sul campo. È molto importante avere una persona accanto, che ti capisca, ti sostenga e ti trasmetta serenità".

L'Italia nel cuore e il legame con Fano

Il rapporto di Darderi con l'Italia è profondo e autentico. Il tennista ha raccontato di frequentare spesso Fano, dove viveva il nonno, e di sentirsi a casa ogni volta che torna nel nostro Paese. Suo padre è stato maestro di tennis a Roma per 25 anni, e i ricordi legati all'Italia sono numerosi, come il torneo Under 10 a L’Aquila disputato contro Flavio Cobolli e Matteo Gigante. Un aneddoto che oggi assume un significato particolare, considerando che tre giocatori del 2002 come Darderi, Cobolli e Lorenzo Musetti sono stabilmente tra i primi 30 del mondo.

Fonti