La storia di Pierluigi Gollini è quella di un portiere che ha conosciuto il calcio, lo ha accarezzato, lo ha visto sfuggire e ora lo ritrova. Trentuno anni, 204 gare da professionista, una presenza in Nazionale, anni da secondo, trasferimenti, panchine e la sensazione di essere sempre lì, a un passo da qualcosa che non arrivava mai. Ora la vita gli ha restituito tutto insieme: il portiere della Roma è lui. E martedì sera contro il Real Madrid, in Champions League, sarà ancora lui. Il destino, a volte, sa essere beffardo. Rui Patricio è partito, Svilar si è infortunato e resterà fuori almeno un mese, e ora tocca a Gollini.

Contro il Como, venerdì sera, è stato decisivo. La sua vera ultima partita da titolare in Serie A risaliva al 12 ottobre 2026. È tornato in campo, ha parato tutto, ha salvato la Roma e alla fine ha ricevuto l'abbraccio dei compagni, che vale più di qualsiasi premio. Anche Mourinho, a fine gara, lo ha voluto abbracciare, perché sapeva cosa significasse quella serata per lui.

Gollini si era affacciato al grande calcio con l'Atalanta di Gasperini. Aveva giocato, era arrivata anche la Nazionale. Poi il buio. Anni da secondo, trasferimenti continui, senza mai riuscire a lasciare il segno. Ma Gasperini, che lo conosce bene, aveva sempre avuto parole di stima per lui: "Pierluigi si è sempre allenato con impegno e serietà, non è un esordiente, ma un portiere ricco di qualità ed esperienza. Sono sicuro che farà bene".

E aveva ragione. Gollini non è un debuttante. Ha esperienza, ha vissuto lo spogliatoio e ha imparato a soffrire. Ha aspettato, ha lavorato e oggi la porta della Roma è la sua. Contro il Como ha dimostrato di poter essere più di una riserva. Martedì sera, contro il Real Madrid, la sua storia avrà un'altra pagina. Perché il calcio, a volte, restituisce quello che ha tolto. E Pierluigi Gollini, oggi, è la dimostrazione che non bisogna mai smettere di crederci.

Il calcio sa essere crudele, ma sa anche regalare storie come questa. E quando la vita decide di darti un'altra occasione, l'unica cosa che puoi fare è prenderla. Gollini lo ha fatto. E martedì sera, contro il Real Madrid, avrà l'occasione di dimostrarlo ancora una volta.

Perché il calcio è anche questo: storie di uomini, prima che di giocatori.

Gollini, oggi, è uno di quegli uomini.

Un portiere ritrovato.

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