Sonay Kartal, britannica, numero 170 al mondo e tornata da poco da una lunga pausa per una frattura da stress alla schiena che le ha impedito di giocare per mesi, sta vivendo una settimana da favola al WTA 1000 di Wuhan. La 24enne ha raggiunto le prime semifinali della sua carriera in un torneo di questa categoria, diventando la seconda britannica a riuscirci dall'introduzione del formato nel 2009, come riportato da La Repubblica.
Per arrivare tra le prime quattro, Kartal ha battuto Jasmine Paolini con un netto 6-0, 6-2, poi ha sconfitto Elina Svitolina in una battaglia durata tre set, chiusa 6-2, 2-6, 6-4. Ora, per continuare la favola, dovrà superare un'ostacolo ben più impegnativo: la lettone Jelena Ostapenko, numero 34 al mondo, che ha eliminato la russa Diana Shnaider 7-6, 6-1 e che arriva alla sua decima semifinale in un torneo WTA 1000.
La storia di Kartal, però, va oltre il risultato. La britannica è reduce da un infortunio alla schiena che l'ha costretta a fermarsi per oltre sei mesi. Come raccontato dalla stessa giocatrice, il dolore era tale che, nei momenti peggiori, "non poteva più lavarsi i denti". Ha ripreso a giocare soltanto a settembre, durante le Billie Jean King Cup Finals, e ora si trova sorprendentemente a giocarsi una finale in uno dei tornei più importanti del circuito.
"Il tennis è tutto ciò che ho sempre conosciuto", ha raccontato Kartal parlando dei mesi più difficili. "Essere all'improvviso costretta a fermarmi, non riuscendo a stare in piedi senza provare un dolore lancinante… è stato davvero duro".
La britannica ha origini turche: suo padre Muharrem Kartal, arrivato in Inghilterra dalla Turchia, ha gestito per anni un negozio di kebab a Brighton. Ora Sonay è diventata la sorpresa del torneo e, se dovesse battere Ostapenko, compirebbe un'altra impresa storica.
Intanto, il torneo di Wuhan continua a essere decisivo anche nella corsa agli ultimi posti disponibili per il Masters di fine stagione. In semifinale, oltre a Kartal e Ostapenko, sono rimaste anche Iga Swiatek, nona nella Race, e Marta Kostyuk, decima, mentre Karolina Muchova, settima, è ancora in corsa e può ancora difendere il suo posto tra le migliori otto dell'anno.