Un annuncio che chiude un’epoca, più che una carriera. Cristiano Ronaldo ha comunicato attraverso i suoi canali social il ritiro dalla nazionale portoghese, mettendo fine a un’avventura durata 23 anni con la maglia del Portogallo. A 41 anni, il fuoriclasse lascia dopo 234 presenze e 146 gol, numeri che lo consacrano come miglior marcatore nella storia delle selezioni nazionali. La decisione arriva al termine di un periodo tutt’altro che sereno. Negli ultimi mesi il rapporto con l’ambiente della nazionale si era incrinato, con tensioni sfociate nell’esclusione dall’undici titolare e nella fuga dal ritiro in Danimarca, episodio che aveva portato a una sospensione di 30 giorni. Nonostante fosse stato inserito nella lista preliminare per le prossime partite contro Danimarca e Galles, Ronaldo ha scelto di chiudere definitivamente il capitolo.
Il suo palmarès con il Portogallo resta impressionante: un Europeo vinto nel 2016 e due edizioni della Nations League, oltre a un’infinità di record individuali. Ma soprattutto, Ronaldo ha rappresentato per oltre due decenni il simbolo di una generazione che ha portato il calcio portoghese ai vertici mondiali. Nella lunga lettera di commiato, il campione ha voluto ringraziare i tifosi e i compagni di squadra, ripercorrendo le emozioni vissute in nazionale e sottolineando come la decisione sia stata presa non solo con la testa, ma anche con il cuore. Una chiusura di carriera che segna la fine di un’era e lascia ai tifosi portoghesi l’eredità di uno dei più grandi talenti della storia del calcio.
Di seguito il testo integrale della lettera di Cristiano Ronaldo: "Ai portoghesi, è arrivato il giorno di restituire la maglia numero 7 della nazionale di tutti noi. Non è stata una decisione facile. Perché ci sono decisioni che non si prendono solo con la testa. Si prendono anche con il cuore. Ma è arrivato il momento. Quando penso a tutto ciò che ho vissuto in Nazionale, non vedo solo partite, gol, record o trofei. Vedo persone. E il calcio sono le persone. Ricordo il signor Fernando, che mi ha accolto nella Nazionale maggiore quando avevo appena 18 anni e che mi ha sempre trattato con affetto. Ricordo i tecnici, i giocatori, gli allenatori, i magazzinieri, i fisioterapisti, i medici, gli autisti, tutti coloro che hanno lavorato per la nostra Nazionale negli ultimi 23 anni. Ricordo chi è ancora con noi e chi non c'è più. Siamo stati una famiglia e ho sempre sentito il vostro sostegno ovunque fossi.
E poi ci siete voi, i portoghesi. Voi che avete fatto il tifo per noi nei momenti difficili e che avete festeggiato con noi nei momenti più belli. Voi che avete riempito gli stadi, le piazze o che ci avete seguito da casa. Se vi ho mai reso felici, se un mio gol vi ha mai fatto abbracciare qualcuno, dimenticare una difficoltà o semplicemente provare orgoglio per il nostro Paese, allora tutto è valso la pena. Oggi finisce il mio percorso in campo con la Nazionale, esco a testa alta, con orgoglio per il cammino fatto e con la consapevolezza di aver dato tutto ciò che avevo per il Portogallo. Siamo stati campioni d'Europa, abbiamo vinto due edizioni della Nations League, abbiamo lasciato il nome del nostro Paese ai vertici del calcio mondiale e ho avuto l'onore di diventare il miglior marcatore nella storia delle Nazionali. Record e numeri sono importanti, ma quello che mi porterò sempre dentro sarà l'orgoglio di aver rappresentato il Portogallo, di aver indossato la nostra maglia e di averla onorata in ogni partita.
A chi continuerà a indossare questa maglia auguro tutta la fortuna del mondo. Continuerò a seguirvi, a fare il tifo per voi e a sostenervi come il primo tifoso della nostra Nazionale. Il Portogallo viene prima di tutto e continuerà a venire prima di tutto. La maglia numero 7 resta, l'orgoglio di averla indossata sarà mio per sempre."