Antonio Conte è attualmente senza una panchina dopo aver chiuso la sua esperienza con il Napoli, ma il suo futuro sembra essere già indirizzato verso una nuova sfida. In un’intervista rilasciata a The Athletic, l’ex allenatore degli azzurri ha espresso chiaramente il desiderio di tornare ad allenare un club con una storia significativa, ma che negli ultimi anni ha smarrito la propria identità vincente.

Conte, che ha conquistato lo scudetto con il Napoli nella stagione 2024/25, ha spiegato cosa lo spinge a scegliere una determinata destinazione professionale: «Se arrivi in un club la cui storia parla da sé, puoi onorarla in un solo modo: avendo l'ambizione di riportare quel club a lottare per quegli obiettivi. Non puoi pensare di arrivare e dire: "Il nostro obiettivo è la salvezza, o la Conference League". Io quando arrivo in un club con una certa storia, devo provare a vincere. Altrimenti mi sento fuori posto. E non è che io voglia vincere per me stesso, ma per i miei giocatori, per il club, per i tifosi».

Il tecnico pugliese ha poi descritto con una metafora la differenza tra i vari campionati europei: «La Premier è una giungla. Lì usano i bazooka. Da altre parti si usano le pistole». Una considerazione che sottolinea la competitività del campionato inglese, dove ogni partita rappresenta una sfida ad altissimo livello.

Conte ha inoltre parlato della sua esperienza al Tottenham, evidenziando come in quell’occasione sia mancato il giusto equilibrio per costruire un progetto vincente: «Per vincere c'è bisogno di un'alchimia. Che non è solo il club, o solo l'allenatore, o solo i giocatori, o solo i tifosi. C'è bisogno di equilibrio tra tutti questi fattori. Al Tottenham quell'equilibrio non c'è stato. E non parlo di qualità dei giocatori, ma di alchimia».

L’ex tecnico del Napoli ha poi rivolto il suo sguardo al futuro, parlando apertamente di quali siano le sfide che lo stimolano maggiormente: «Mi piacerebbe allenare un club che ha perso di vista la propria storia. Un club che negli ultimi anni si sia dimenticato della propria tradizione, della propria mentalità, di cosa significa vincere. Io ho sempre detto che quando smetti di respirare la pressione, smetti di competere. E ci sono tanti club che hanno perso la loro identità storica. A me piacerebbe lavorare per farli tornare a splendere».

Nonostante non abbia fatto nomi diretti, le sue parole sembrano indirizzate a società come Manchester United, Chelsea, Juventus e Milan, club blasonati che negli ultimi anni hanno vissuto momenti di difficoltà e che potrebbero rappresentare il contesto ideale per una rinascita sotto la guida di Conte. Attualmente la Juventus è guidata da Luciano Spalletti, mentre il Manchester United sta attraversando un periodo complicato con Michael Carrick in discussione.

Infine, Conte ha ricordato la sua esperienza a Napoli: «Ho vissuto due anni fantastici. Ma è stata un'esperienza che mi ha tolto tante energie. Quando arrivi in un club che non vince da tanto tempo, devi dare tutto te stesso. E io lì ho dato tutto. Per me, per i giocatori, per il club, per i tifosi. È stata un'esperienza bellissima, ma anche molto impegnativa».

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