Alberto Ascari è l’ultimo italiano ad aver vinto il Mondiale di Formula 1. Lo fece due volte, nel 1952 e nel 1953, con la Ferrari, in quella che è ancora oggi una delle pagine più leggendarie dell’automobilismo italiano.

Ascari nacque a Milano nel 1918. Suo padre Antonio era uno dei piloti più conosciuti dell’epoca e aveva un’officina e una concessionaria Alfa Romeo in città. Morì in gara in Francia nel 1925, quando Alberto aveva sette anni.

Nonostante il trauma Ascari cominciò a correre giovanissimo, a 17 anni, prima con le moto e poi, nel 1940, con le auto, esordendo alla Mille Miglia. La Seconda guerra mondiale interruppe praticamente tutto: Ascari gestì la concessionaria di famiglia, lavorando soprattutto per usi militari, si sposò e ebbe due figli.

A conflitto finito fu l’amico Luigi Villoresi a convincerlo a tornare a correre. Firmò un contratto con Maserati e nel 1949 passò alla Ferrari, esordendo nel primo Mondiale di Formula 1 della storia.

Nel 1951 Ascari ebbe la prima vera occasione per vincere il titolo. Se lo giocò all’ultima gara in Spagna contro Juan Manuel Fangio. La Ferrari sbagliò la scelta degli pneumatici e Ascari finì fuori pista, lasciando il titolo all’argentino.

Nel 1952 arrivò il primo titolo. L’anno dopo Ascari riuscì a ripetersi, in un Mondiale ancora più memorabile. Fangio era passato alla Maserati e in campionato entrarono anche Nino Farina e Mike Hawthorn.

Il 1953 fu anche un campionato tragico: due piloti morirono alla 500 Miglia di Indianapolis, che allora faceva parte del Mondiale. Le condizioni di sicurezza erano incomparabili con quelle di oggi: niente tute ignifughe, caschi di sughero senza visiera, pochi usavano le cinture di sicurezza.

Ora, dopo oltre settant’anni, Kimi Antonelli potrebbe diventare il nuovo “ultimo italiano ad aver vinto il Mondiale di Formula 1”.

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