Il 6 ottobre 2026, il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha commissariato la FIGC, nominando commissario Giovanni Malagò, già presidente decaduto della federazione. La decisione, approvata all'unanimità dalla Giunta e dal Consiglio Nazionale del CONI, conclude una fase di forte tensione politica e sportiva nelle istituzioni del calcio italiano.
La giornata decisiva si è aperta con un incontro tra Buonfiglio e Malagò alle 12, durante il quale è stata definita la soluzione che ha poi portato alla nomina del commissario. Secondo quanto riportato da diversi osservatori, il compromesso è stato raggiunto dopo una serie di pressioni e mediazioni, con il presidente del CONI che avrebbe inizialmente tentato di individuare un altro commissario prima di convergere su Malagò. La scelta è stata interpretata come un passo indietro da parte di Buonfiglio rispetto alla linea iniziale.
Malagò ha dichiarato di avere "la schiena dritta", mentre Buonfiglio ha affermato di essersi "convinto a fare questo percorso". Il presidente del CONI ha inoltre sottolineato che non si tratta di un passo indietro, ma di una soluzione condivisa con il Consiglio Nazionale, ribadendo che il commissariamento ha l'obiettivo di riportare serenità e trasparenza nella Federazione.
Anche il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, è intervenuto sulla vicenda, sottolineando che la decisione del CONI rientra nell'autonomia dell'ordinamento sportivo. Abodi ha evidenziato che il Governo non è mai entrato nel merito delle decisioni delle istituzioni sportive e ha espresso fiducia nella capacità del sistema di garantire la continuità dell'attività federale.
Il CT della Nazionale, Roberto Mancini, si è detto felice della conclusione della vicenda, auspicando che la situazione possa giovare al lavoro della Nazionale.
La vicenda nasce da un elemento formale: Malagò non era tesserato al momento della sua candidatura alla presidenza della FIGC. Il ricorso presentato dall'ex calciatore Renato Miele ha sollevato il tema del tesseramento, che ha poi innescato una complessa dinamica politica e giuridica. Nelle settimane precedenti erano emerse anche tensioni personali e politiche tra Malagò e Buonfiglio, che hanno contribuito a rendere la situazione ancora più intricata.
La decisione del commissariamento è arrivata dopo una riunione della Giunta del CONI, preceduta da una serie di consultazioni e pressioni politiche. Secondo ricostruzioni giornalistiche, Buonfiglio avrebbe inizialmente cercato di evitare la nomina di Malagò, ma le pressioni del Governo e della maggioranza lo avrebbero portato a cambiare posizione. L'ipotesi di commissariare anche il CONI, avanzata nei giorni precedenti, ha contribuito ad aumentare la tensione.
La Giunta ha approvato all'unanimità il commissariamento della FIGC, prendendo atto delle dimissioni del Consiglio Federale. La decisione è stata poi ratificata dal Consiglio Nazionale del CONI. Malagò ha annunciato che si muoverà in due direzioni: il ripristino del Consiglio Federale e la convocazione dell'Assemblea Elettiva, fissata per il 14 dicembre. Nel frattempo, il commissario potrà avvalersi di collaboratori e consulenti, con la possibilità di reintegrare Diana Bianchedi.
La vicenda ha evidenziato anche una forte componente personale nel rapporto tra Malagò e Buonfiglio. Secondo diverse ricostruzioni, il rapporto tra i due si sarebbe incrinato nel corso degli anni, passando da una collaborazione stretta a una progressiva distanza. Buonfiglio avrebbe cercato di affermare una linea di autonomia rispetto a Malagò, ma la gestione della crisi FIGC ha messo in evidenza i limiti di questa strategia.
La Lega Calcio Serie A ha accolto favorevolmente la decisione, dichiarando di aver sempre sostenuto il presidente Malagò e augurandogli buon lavoro nel percorso di ripristino degli organi federali.
Parallelamente, il CONI aveva commissionato due pareri legali sulla vicenda del tesseramento di Malagò. Entrambi avevano esaminato la questione della possibilità di ricorrere contro una norma dello Statuto Federale. Tuttavia, la decisione finale è stata di intervenire attraverso il commissariamento, evitando un conflitto diretto con la FIGC.
Nel complesso, la vicenda del commissariamento della FIGC si è sviluppata in un contesto di forti tensioni politiche, dinamiche personali e interpretazioni giuridiche. Il compromesso raggiunto tra Malagò e Buonfiglio ha consentito di evitare uno scontro frontale tra le istituzioni sportive, ma ha lasciato emergere le difficoltà di gestione di un sistema complesso e fortemente interconnesso tra FIGC, CONI, Leghe e Governo.
Fonti
- La Gazzetta dello Sport: LIVE Figc commissariata, è il giorno del giudizio: alle 12 incontro Buonfiglio-Malagò, poi la Giunta Coni
- Il Fatto Quotidiano: Figc, Malagò esce dalla porta e rientra dalla finestra: decade da presidente ma diventa commissario. Accordo all'unanimità al Coni
- Il Post: Oggi la Federcalcio rischia il commissariamento