Paolo Rossi avrebbe compiuto oggi 70 anni.
Pablito è stato uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio italiano. Ha vestito le maglie di Juventus, Como, Vicenza, Perugia, Milan e Verona, collezionando 215 presenze in Serie A e segnando 82 gol. Con la Juventus ha vinto due Scudetti, una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe, una Coppa dei Campioni e una Supercoppa Europea.
Ma il suo nome è legato soprattutto alla Nazionale italiana e al Mundial del 1982. Dopo essere esploso con la maglia del Vicenza, Rossi ha attraversato un periodo difficile a causa della squalifica per lo scandalo Totonero. È stato fermo due anni, un'eternità per un calciatore. Ma il ct Enzo Bearzot ha sempre creduto in lui: lo ha convocato per il Mondiale del 1982 tra le critiche di molti, che non lo ritenevano in condizione. Mai scelta fu più azzeccata. Dopo un inizio in sordina, Rossi esplode contro il Brasile, segnando una tripletta passata alla storia e trascinando l'Italia fino alla vittoria del titolo. Quell'anno ha vinto anche il Pallone d'Oro.
La storia di Pablito è una storia che dovrebbe essere una stella polare per ogni attaccante: quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare.
In un'Italia che viveva in piena crisi energetica, con il debito pubblico che schizzava alle stelle e il terrorismo che spaventava le persone, la Nazionale di calcio nel 1982 riuscì a far cantare nelle piazze di tutta Italia "Campioni del Mondo". Fu una vera e propria liberazione, che diede speranza a tutta la nazione.
Oggi il suo ricordo è ancora vivido nelle menti di chi lo ha vissuto, come la sua seconda moglie Federica. I suoi racconti sono pieni di emozioni e trasudano il grandissimo amore che c'era tra i due.
Il nome di Pablito riverbera ancora negli stadi e nei campi di allenamento. È stato un'icona del calcio italiano e lo è tutt'ora, e lo sarà per sempre. Il suo ricordo è indelebile nella memoria di ogni italiano.