Un inizio da sogno per l'Atalanta in Conference League. Nella serata del 15 ottobre 2026, gli uomini di Maurizio Sarri si sono imposti per 3-1 sui ciprioti del Pafos, in una partita che ha visto i nerazzurri dominare fin dalle prime battute, nonostante una rosa incerottata e una panchina corta. Una vittoria importante non solo per i tre punti, ma anche per il morale e per il segnale lanciato alle avversarie.
Il Pafos centra la prima storica partecipazione alle coppe europee, ma l'Atalanta non lo aveva mai affrontato prima d'ora.
L'Atalanta parte forte e dopo un solo minuto è già in vantaggio grazie a Eljif Elmas, che sblocca il risultato con un destro dal limite dell'area dopo una bella azione personale. Un gol importante per un acquisto che lo è altrettanto: il macedone è stato il grande colpo del mercato estivo atalantino e si è subito preso la scena, segnando la rete più veloce della storia della Conference League. Elmas si è anche reso protagonista di una prestazione di spessore, dimostrando di essere un giocatore di livello europeo e un tassello fondamentale per il gioco di Sarri.
Al 18' è arrivato il raddoppio di Giacomo Raspadori su calcio di rigore. Il numero 10 ha trasformato con freddezza un penalty procurato dal solito Elmas, autore di una giocata da fuoriclasse in area di rigore. Per Raspadori si tratta di un gol pesante, arrivato in un momento delicato della stagione e che conferma il suo ruolo centrale nel nuovo progetto tecnico nerazzurro. Purtroppo, però, la sua serata è stata macchiata da un infortunio che lo ha costretto a lasciare il campo. Un problema che preoccupa Sarri, soprattutto in vista dei prossimi impegni, considerando anche le assenze di Scalvini, Kessie e Bellanova.
Prima dell'intervallo, al 44', Gianluca Scamacca ha messo il sigillo sulla partita con una rete di pregevole fattura. Una marcatura che conferma il suo ottimo momento di forma e che arriva dopo le parole di Sarri, che lo aveva definito "un giocatore che può fare la differenza" nel corso della conferenza stampa. Scamacca ha risposto al duello con Krstovic con una prestazione di livello, sia tecnico che di intensità, dimostrando di essere uno dei leader dell'attacco atalantino.
Nel finale, all'88', il Pafos ha trovato il gol della bandiera con Biel, ma ormai la partita era già indirizzata. Una rete che tuttavia non ha tolto nulla alla prestazione complessiva dei nerazzurri, sempre in controllo del match.
Sarri ha schierato la sua Atalanta con un 4-3-3, in linea con quanto provato in settimana. Dopo le difficoltà iniziali della stagione, il tecnico sembra aver trovato la quadratura del cerchio, soprattutto grazie al passaggio al 4-2-3-1, che ha permesso alla squadra di esprimere un gioco più fluido e incisivo. I nerazzurri hanno mostrato una crescita evidente, sia dal punto di vista tattico che mentale. La squadra "pensa" sempre di meno e sembra essere molto più libera mentalmente rispetto alle prime uscite.
La serata è stata impreziosita anche dall'esordio di Javison Idele, classe 2007, entrato a 10 minuti dalla fine e accolto da una standing ovation. Un segnale importante per il futuro del club, che continua a investire sui giovani.
Nonostante la sconfitta, il Pafos può comunque sorridere per il sostegno dei propri tifosi. Erano circa 300 i sostenitori ciprioti presenti a Bergamo, arrivati da tutta Europa per seguire la squadra nella storia prima partita europea. Tra loro anche Theodoros, tifoso di lunga data del Pafos, che prima del match aveva dichiarato: "L’Atalanta è più forte del Pafos, nonostante manchino tanti giocatori, ma siamo sicuri che faremo una buona partita". Anche Ricardo Sá Pinto, tecnico dei ciprioti, ha sottolineato l'importanza del supporto dei tifosi: "Sono molto orgoglioso dei nostri tifosi: sono sempre al nostro fianco, in casa e all’estero in trasferta".
Per l'Atalanta, quindi, un debutto europeo da incorniciare. Il 3-1 sul Pafos regala ai nerazzurri i primi tre punti del girone e rafforza la consapevolezza di essere una delle squadre più attrezzate della competizione. Nonostante le assenze e gli infortuni, la formazione di Sarri ha dimostrato di avere qualità, carattere e una rosa capace di sopperire alle emergenze. Una vittoria che vale molto più di una semplice statistica: è un segnale alle avversarie e un messaggio ai tifosi, perché questa Atalanta può davvero sognare in grande.